Diecimila firme
Il traguardo
La petizione che abbiamo lanciato per salvare il parco BAU di Grottammare ha raggiunto e sorpassato l'importante traguardo delle diecimila firme !
Un sentito ringraziamento a tutte le persone che hanno firmato e condiviso la petizione, in particolare chi ha aiutato con la distribuzione delle locandine, chi ci ha contattato per chiedere come poter contribuire alla causa e non per ultimo al comitato "Fermiamo il Consumo di Suolo - Rigeneriamo la Città ", che svolge un'attività egregia nel vicino comune di San Benedetto del Tronto.
Molti giornali locali hanno dato la notizia portando all'attenzione del pubblico la situazione del parco BAU e i temi del consumo del suolo e della salvaguardia del verde urbano, argomenti quasi assenti nel dibattito pubblico del nostro territorio.
La (mancata) risposta
L'evanescente risposta del sindaco Alessandro Rocchi di Grottammare rispetto alle nostre domande e richieste è stata deludente in ogni aspetto, nonostante il movimento "Solidarietà e Partecipazione" (sic!) si proclami particolarmente attento all'impegno civico e sensibile ai temi che abbiamo portato alla sua attenzione.
Invece di cogliere l'occasione del successo della petizione per spiegare perché nel 2024 ci sia bisogno di distruggere uno degli ultimi parchi verdi del comune che amministra e come intende invertire la spirale negativa che ha portato Grottammare a diventare una delle città più cementificate delle Marche, il sindaco è invece impegnato a capire se la nutrita fascia di residenti della terza età del comune1 che amministra abbia aderito o meno all'iniziativa2.
Gli allarmanti dati diffusi dall'ISPRA sul consumo di suolo a Grottammare non sono fonte di preoccupazione per il sindaco Rocchi, il quale sembrerebbe invece concentrato a sminuire il risultato della petizione mettendo in dubbio la legittimità della raccolta effettuata sulla nota piattaforma Change.org.
Il piano regolatore
In merito alle nostra richiesta di salvare il parco BAU, il sindaco risponde citando, a mo di tavole della legge di Mosè, il suo piano regolatore, datato di almeno 15 anni, nel quale non c'è più posto per quel parco.
A tal proposito vogliamo ricordare al sindaco Rocchi che esistono due tipologie di piano regolatore. Qualche esempio:
- Il cattivo piano regolatore di Grottammare che dopo aver aggiunto nel giro di 10 anni in un quartiere densamente popolato un centinaio di nuovi alloggi fra appartamenti e villette a schiera, invece di prevedere un proporzionale ampliamento degli spazi verdi, prevede di sottrae quasi 4.000 mq di spazio verde pubblico !
- Il cattivo piano regolatore di Grottammare che al posto di circa 4.000 mq di verde, prevede la costruzione di un asilo nido a 10 metri in linea d'aria dalla strada statale Adriatica, la strada più trafficata dell'intera costa Adriatica, esponendo in prospettiva neonati a elevate quantità di smog e polveri sottili, che non saranno più filtrati dal verde e andranno quindi a danneggiare prima la salute dei bambini e poi quella dei cittadini che vivono nel quartiere !
- I cattivi piani regolatori di Grottammare e San Benedetto del Tronto, che hanno portato i due comuni rispettivamente al secondo e primo posto nella provincia di Ascoli Piceno per percentuale di suolo consumato.
- Il buon piano regolatore del vicino comune di Monteprandone che prevede l'aggiunta di circa tre nuovi boschi urbani sul suo territorio.
È quindi inutile nascondersi dietro un documento vecchio di almeno 15 anni che ha permesso e ancora oggi continua a esacerbare la cementificazione e la relativa speculazione edilizia a Grottammare, senza tener conto di soluzioni alternative quali quella del riuso di strutture che potrebbero addirittura azzerare il consumo di suolo!
La dimensione del problema
Le informazioni che arrivano dal comune di Grottammare circa la dimensione dello spazio verde che sarà distrutto e sottratto al pubblico per costruire l'opera sono contraddittorie e confuse.
A giugno il comune faceva trapelare l'informazione che tutto il parco sarebbe stato impegnato per far spazio all'asilo, prospettando ai cittadini una non ben definita situazione futura nella quale il parco «sarebbe poi stato spostato»3 in un assolato e polveroso piazzale di sosta per autoarticolati a ridosso della ferrovia Adriatica dove con cadenza oraria sfrecciano treni a 250 km/h. In quest'ottica l'attuale porzione ancora accessibile sarebbe quindi una concessione temporanea che sarà sottratta al pubblico a completamento dell'opera.
Alla notizia delle diecimila firme il sindaco Rocchi ridimensiona la portata dell'impatto dell'opera, comunicando che "solo" il 25% del parco BAU (1.500 mq) sarà invaso dal cemento e il rimanente 75% rimarrebbe invece fruibile al pubblico. Queste cifre ci lasciano perplessi e sembrano irrealistiche già a un preliminare controllo a occhio dell'area che suggerirebbe proporzioni inverse a quelle dichiarate dal primo cittadino di Grottammare.
Siamo così andati a controllare le dimensioni effettive e le misure effettuate con le immagini satellitari di Google Maps ci danno ragione confermando quello che è già visibile a occhio nudo: è stato già sottratto al pubblico circa il 70% del parco BAU, quasi il triplo dello spazio che il sindaco Rocchi annuncia essere necessario per l'opera!
Infatti in figura 1 è visibile l'estensione totale del parco BAU (circa 6.000 mq), mentre in figura 2 è evidenziata l'area di circa 4.000 mq già non più accessibile al pubblico, dove sono stati espiantati gli ulivi e sono in corso i lavori preliminari per la struttura.

Il sindaco dovrebbe quindi chiarire le sue dichiarazioni sulle cifre sottostimate dell'impatto che l'opera avrà in termini di spazio occupato.

La raccolta firme continua
Di fronte alla (mancata) risposta del sindaco Alessandro Rocchi alle nostre domande, rilanciamo la raccolta firme che continua spedita verso il prossimo traguardo, invitando al solito tutti i firmatari a seguire i passi per chiedere al sindaco l'immediato stop all'opera e risposte nel merito ai dubbi e alle domande sull'impatto dell'opera !
Prendiamo inoltre l'occasione per rilanciare al sindaco Rocchi la domanda che molti firmatari hanno posto nei commenti: possibile che nel 2024, come in molti comuni italiani, non ci fossero strutture da riutilizzare a Grottammare (magari in una delle numerose scuole primarie in ristrutturazione nella zona) per qualche stanza per accogliere neonati, invece di continuare a cementificare gli ultimi spazi verdi ?
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Che incidentalmente sono la fascia più colpita dalle sempre più frequenti ondate di calore inasprite dall'elevato tasso di cementificazione del territorio comunale↩ Ricordiamo al sindaco che Grottammare è un comune di una provincia di duecentomila abitanti, non una piccola isola dell'oceano Pacifico↩ Naturalmente il concetto di spostare un parco verde in una zona di fatto cementificata non ha alcun senso !↩