Grottammare e PNRR: nuovo assalto ad uno degli ultimi spazi verdi pubblici
Sul territorio del comune di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, i parchi verdi accessibili al pubblico sono sempre stata merce rara: se ne contano appena due.
Ad inasprire ancor più la già precaria situazione è la decisione dell'amministrazione comunale guidata dal precedente sindaco Enrico Piergallini e oggi portata avanti dal suo vice-sindaco e attuale sindaco Alessandro Rocchi di utilizzare i 3/4 di uno dei due parchi - il parco BAU - per costruirci sopra un asilo nido.
Il parco BAU
Il "Parco BAU" è una piccola isola verde nel quartiere "Zona Ascolani", circondata da palazzi e cemento figli di una rampante speculazione edilizia che negli ultimi 15 anni non ha risparmiato nemmeno un metro: i palazzi di fronte al centro commerciale Orologio (che hanno già sottratto metri al parco), le colline adiacenti Contrada San Francesco di Paola e quindi i tre mega palazzi in via Domenico Bruni, costruiti su terreno pubblico venduto a privati.
Nel parco è anche possibile lasciare liberi dal guinzaglio i propri amici a 4 zampe e rappresenta l'unico luogo dove padroni e cani possono trascorrere del tempo lontani dal traffico che ingolfa l'adiacente e trafficatissima strada statale, il lungomare o le vie cittadine.
Nel corso degli anni, nessuna risorsa è stata destinata per una manutenzione adeguata del parco che solo grazie al lavoro di volontari e utilizzatori del parco è stato mantenuto e conservato in condizioni accettabili.
Il consumo di suolo e i costi per la comunitÃ
L'Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale (ISPRA) certifica che il comune di Grottammare è il secondo comune dell'intera provincia di Ascoli Piceno per percentuale di suolo consumato, dietro solo al confinante comune di San Benedetto del Tronto che addirittura si trova in prima posizione nell'intera regione Marche.
Nel biennio 2021-2022 Grottammare ha registrato un aumento record del consumo con +0,53 ettari occupati rispetto ai livelli del 2020.
Come calcolato dall' ISPRA, occupare, cementificare ed impermeabilizzare il suolo distruggendo le aree verdi ha un costo medio di 10 € all'anno per ogni metro quadro di verde perso. Nel caso del parco in questione, questo si tradurrebbe in un costo annuo di 15.000 € che aggiunti ai costi dell'aumento 2021/22 si tradurrebbe in un totale di 68.000 € annui senza contare gli ulteriori aumenti del biennio 2023-2024.
A conti fatti quindi in una manciata di anni i cittadini del comune pagheranno tutti i fondi del PNRR ottenuti per la costruzione dell'opera e da lì in poi continueranno a pagarne solo i costi dovuti alla perdita dell'ecosistema: non proprio un grande affare!
Non per ultimo costi del genere andranno a gravare sulle fasce di popolazione più deboli, in cui sono compresi proprio i giovani che in Italia non fanno più figli non per mancanza di asili nido1 , ma come tutti i maggiori studi dimostrano, principalmente per mancanza e/o precarietà di lavoro, bassi salari e prospettive sempre più incerte per il futuro che impediscono di mantenere per i primi 20 anni eventuali figli!
Gli amministratori della cosa pubblica, dal piccolo comune fino al governo centrale, dovrebbero concentrarsi su come risolvere i problemi legati al lavoro, invece di continuare a costruire abitazioni e strutture a fronte di crescite demografiche insignificanti!
Il cambiamento climatico e il verde cittadino
Il cambiamento climatico è sotto gli occhi di tutti: il 2023 è stato l'anno più caldo di sempre e l' ONU ci comunica che siamo ufficialmente entrati nell'era della "bollitura globale"; una delle poche armi che gli amministratori locali hanno a disposizione per arginare la spirale negativa è proprio quella di conservare e aumentare le poche aree verdi esistenti.
Allo stato attuale infatti il parco BAU:
- assorbe 23 tonnellate di carbonio: cementificando il terreno la CO2 si libererebbe nell’atmosfera
- è in grado di drenare 1.000.000 di litri d’acqua: importantissimo in questo particolare momento di precipitazioni atmosferiche di portata e frequenza sempre maggiori e di lunghi periodi sempre più siccitosi
Le poche aree verdi sono quindi risorse preziosissime da preservare e curare, rappresentano un investimento a costo zero per il futuro dei nostri territori, e risorse indispensabili per raggiungere gli obbiettivi UE e ONU in ambito ambientale:
- azzeramento del consumo di suolo netto entro il 2050
- allineamento del consumo alla crescita demografica reale entro il 2030
- bilancio non negativo del degrado del territorio entro il 2030
Nel caso del parco BAU, così come in simili casi, la decisione è stata quindi guidata da una tendenza miope e ignorante degli amministratori locali a considerare ogni spazio verde come "terreno inutilizzato" in attesa di essere cementato, magari dopo averlo lasciato in stato di semi-abbandono per anni come nel caso in oggetto!
Conclusione
E' senza dubbio miope e sconsiderata la scelta di privare un territorio anche di quest'ultime preziose risorse, per costruire ancora, sempre senza un preventivo e serio studio degli impatti ambientali e dei costi economici derivanti dall'occupazione di nuovo suolo.
Visto e considerato che i parchi verdi non si creano dal nulla e una volta distrutti sono irrecuperabili, la domanda che poniamo al sindaco Rocchi di Grottammare è quindi: tolte anche quest'ultime isole verdi, i cittadini e i loro animali dove potranno passare del tempo libero lontano da caldo asfissiante, polveri sottili e traffico ?
I bambini (magari qualcuno avrà anche frequentato il nuovo asilo) dove giocheranno e cresceranno ?
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come va di moda e ci raccontano ultimamente molti politici↩